Caratteristiche e tipi di lampadine

Nel precedente articolo abbiamo parlato delle unità di misura indicate sulle confezioni della lampadine o sulle lampadine stesse. Tutto ciò (anche questo articolo) magari è scontato per alcuni ma ci servirà per far capire i termini tecnici che spesso vengono usati ma che per alcuni possono non esser chiari, magari ci dilunghiamo un attimo ma siamo sicuri di non esser travisati.
Quindi dicevamo, le lampade possono essere di diversi tipi: dalle alogene alle fluorescenti, oltre ai nuovissimi led, ognuna con caratteristiche distintive. Vediamole nel dettaglio.

Alogene
Questi tipi di lampadine, che rientrano comunque nella tipologia “a incandescenza”, hanno all’interno del bulbo un gas – iodio o kripto – che impedisce ai vapori di tungsteno di depositarsi sulle pareti, aumentando così la durata rispetto ai modelli tradizionali.
Anche l’efficienza luminosa è doppia, pari a 22 lumen/Watt ed emettono luce bianca in più gradazioni.
Le lampadine alogene hanno attacchi standard, ma di diverse varietà di forme e potenze che arrivano a 100 W e oltre.
Ne esistono 2 versioni. Le lampadine alogene a bassissima tensione, che richiedono un trasformatore per il collegamento alla rete; e quelle a tensione di rete, che non hanno bisogno di trasformatori, ma possono essere utilizzate direttamente in sostituzione di quelle a incandescenza, avendo gli stessi attacchi delle lampade tradizionali.
Le alogene IRC a risparmio di energia hanno durata doppia rispetto alle alogene tradizionali e una resa pari al 20-30% in più con notevoli riduzioni sul consumo di energia.
Sono adatte per un’illuminazione localizzata e puntuale anche con effetti decorativi.
Si utilizzano molto in cucina, sopra il piano di lavoro e i fornelli e nei bagni.

Fluorescenti compatte
Chiamate anche “lampade a risparmio energetico”, sono la versione compatta dei neon, conosciuti invece come “fluorescenti tubolari” e utilizzati soprattutto per l’illuminazione di ambienti pubblici.
Le lampadine fluorescenti compatte sono costituite da uno o più tubi di vetro, a bulbo, a globo o a spirale, all’interno dei quali sono contenuti mercurio e altri metalli pesanti; su ogni tubo è montato un elettrodo.
Le fluorescenti con reattore integrato possono sostituire direttamente le lampade ad incandescenza, poichè hanno attacco a vite E27 o mignon E14. L’efficienza luminosa è di 50-75 lm/W, fino a 7 volte superiore rispetto a quelle ad incandescenza.
Le radiazioni ultraviolette invisibili generate dalla scarica elettrica in gas di mercurio a bassa pressione vengono trasformate in radiazioni visibili grazie all’adozione di polveri fluorescenti che rivestono la parte interna del tubo.
In commercio esistono modelli con potenza compresa tra i 3 e i 30 Watt.
Vengono ritenute a basso consumo poichè, pur assorbendo una quantità di energia di gran lunga inferiore rispetto ai modelli a incandescenza, hanno un ottimo rendimento luminoso. In pratica, rispetto ai modelli tradizionali, disperdono poca energia in calore e riescono a trasformarla quasi interamente in luce.
Hanno inoltre una durata molto più lunga: i modelli più recenti possono funzionare anche per 20.000 ore, vale a dire 20 volte in più rispetto a quelle a incandescenza. Ne esistono in più tonalità: l’effetto è diverso rispetto a quello delle lampadine tradizionali, ma la resa cromatica è comunque alta.
Le lampadine fluorescenti compatte sono consigliate in tutti gli ambienti, soprattutto quando la luce non deve essere accesa e spenta troppo di frequente (a intervalli inferiori ai 15 minuti); in questo modo aumenta la durata e si consuma meno energia.

Led
La sigla sta per “Light Emitting Diodes”, ovvero diodi che emettono luce. Questi apparecchi luminosi, che misurano pochi millimetri, basano il loro funzionamento su semiconduttori che trasformano la corrente elettrica in luce. Sono una valida alternativa alle sorgenti di illuminazione tradizionali in interno e, se protetti, anche in esterno.
La luce che producono i led ha colori specifici – rosso, giallo, verde o blu – in base al materiale semiconduttore utilizzato.
Con particolari combinazioni di diversi led si possono però ottenere sfumature di colore personalizzate con una scelta praticamente infinita. La luce bianca viene ottenuta rivestendo di giallo un led blu.
I led hanno una durata che può arrivare, nei modelli più recenti, fino a 25 anni. Sono inoltre molto robusti e hanno un’altissima resistenza agli urti; una volta installati, non richiedono alcun tipo di manutenzione. Possono sopportare anche temperature molto basse, fino a -30 o -40 °C e sono quindi adatti all’esterno.
Poichè non contengono mercurio, si accendono in pochi millesimi di secondo ed emettono istantaneamente il massimo grado di luminosità. Non producono, e perciò non disperdono, calore; non generano alcun rumore durante il funzionamento.
Oggi le aziende illuminotecniche producono sempre più spesso led con la stessa forma delle lampadine a incandescenza e attacchi standard. Si tratta di modelli che potranno sostituire le lampadine fino a 60W e che permettono un risparmio di energia pari all’80%.
Nei prossimi anni accanto ai led si troveranno gli Oled, fonti luminose che producono luce diffusa e non hanno l’aspetto di una lampadina, ma di un foglio flessibile e sottile. Funzionano sfruttando le proprietà di particolari sostanze organiche che, poste tra 2 elettrodi, si illuminano al passaggio della corrente elettrica.
Sono impiegati nell’elettronica, nei display, nell’illuminazione pubblica e sempre più spesso anche negli apparecchi luminosi domestici. Sono ideali per fornire luce ad angoli o quadri e, grazie alle ridotte dimensioni, possono essere integrati nei mobili di cucine e bagni.